Disse il Maestro: Mi scrivi di essere preoccupato per l'esito della causa che ti è stata intentata dal furore di un tuo nemico; e pensi che io ti esorti ad augurarti il meglio e a trovare conforto in speranze lusinghiere. Che necessità c'è, infatti, di chiamare i guai, di anticiparseli se, quando arriveranno, dovrai sopportarli già abbastanza; perché rovinarsi il presente per timore del futuro? Senza dubbio è da pazzi essere infelice oggi, perché un giorno o l'altro potresti essere infelice.Ma io voglio condurti alla serenità per un'altra strada: se vuoi liberarti da ogni preoccupazione, pensa che avverrà senz'altro quello che temi e, qualunque sia quel male, misuralo con te stesso e poi valuta attentamente la tua paura: sicuramente ti renderai conto che il male temuto o non è grave o non durerà a lungo.Non è difficile trovare esempi confortanti: ogni epoca ne ha. Rispose l'Allievo: Sigore la mia unica paura e la forza con cui si abbatterà su di me la morte, per mano del mio Nemico.


 
  [/size]
Il migior forum Online di Saint Seiya

Rispose il Maestro: Allievo mio, come per altre cose, anche per la morte c'è una propensione inconsulta: spesso assale gli uomini generosi e impavidi, spesso gli ignavi e i deboli: gli uni sprezzano la vita, gli altri ne sono gravati. In certi si insinua la sazietà di fare e di vedere sempre le stesse cose, e non l'odio, ma il disgusto della vita; vi scivoliamo spinti dalla filosofia stessa e ci chiediamo: "Fino a quando le medesime cose? Mi sveglierò dormirò mangerò avrò fame, avrò freddo, avrò caldo. Niente finisce, ogni cosa è concatenata in un circolo chiuso; fugge e insegue; la notte incalza il giorno, il giorno la notte, l'estate finisce nell'autunno, l'autunno è inseguito dall'inverno, che è chiuso dalla primavera; tutto passa per ritornare. Non faccio niente di nuovo, non vedo niente di nuovo e un bel giorno tutto questo viene a nausea." Ci sono molti che la vita non la giudicano penosa, ma superflua, non temere la morte che prima o poi ti assalirà nel buio o nella luce, perchè se non perirai per mano del tuo nemico, perirai per mani a te vicine o assai distanti. Che sia l'amicizia, la natura o chi ti stà dinanzi a portar per le mani la lubinacea falce della morte sappi che anch'egli prova il tuo stesso timore. Medita mio giovane allievo la vita non è timore della morte ma un cammino che ci porta a trovarci pronti quando ella ci sorprende.
Il testo è una parte di una mia invenzione
By
Ryzom |